Le patologie auto-immunitarie sono malattie dove il nostro sistema  di difesa, il sistema immunitario, perde la capacità di distinguere correttamente le strutture estranee (antigeni) dalle componenti proprie dell’organismo. Quindi gli anticorpi, i linfociti anziché colpire gli antigeni estranei colpiscono cellule, tessuti, organi del paziente. In qsto gruppo rientrano patologie diverse : Artrite Reumatoide, Les, Sclerosi multipla, Tiroidite di Hashimoto, Malattia di Basedow (ipertiroidismo), Celiachia, Diabete tipo 1, Psoriasi, Artropatia psoriasica, S. di Sjogren, Miastenia gravis, Epatite autoimmune, Anemia perniciosa, Malattie croniche intestinale. Qste patologie non condividono tutte lo stesso meccanismo: alcune sono mediate da autoanticorpi, altre da Linfociti T autoreattivi, altre ancora da una combinazione di immunità innata e adattativa. Per qsto motivo non esiste una dieta unica valida per tutte le malattie autoimmunitarie.                                       L’alimentazione può influenzare: 1- lo stato di infiammazione sistemico, 2- la composizione del microbiota intestinale, 3- la funzionalità della barriera intestinale, 4- il peso corporeo con la quantità di tessuto adiposo viscerale, 5- il metabolismo glucidico e lipidico, 6- il rischio cardio vascolari. L’alimentazione rappresenta una componente importante nella gestione terapeutica, ma non sostituisce la terapia biologica, gli immuno-soppressori, i corticosteroidi, gli ormoni tiroidei, insulina.      La predisposizione genetica che alcuni pazienti presentono è spesso associata a geni del Sistema HLA. Esempi importanti sono : HLA-DQ2 e HLA-DQ8 nella celiachia ; HLA-DRB1 nell’artrite reumatoide ; HLA-B27 nelle spondiloartriti ; HLA-DR3-DR4-DQ2-DQ8. Oltre alla predisposizione genetica occorre una inter-reazione tra i fattori ambientali, infezioni, fumo, ormoni, alterazione del microbiota, esposizioni a fattori ambientali e alterazioni metaboliche quali l’iperglicemia da insulino resistenza, obesità, dislipidemia, carenza di Vitamina D. L’alimentazione può migliorare lo stato infiammatorio cronico, può modificare il terreno metabolico dove l’infiammazione auto-immune si realizza.                                       

Come l’alimentazione può modulare l’infiammazione ?                                              1- Calo ponderale:  nell’obesità viscerale vi è maggior produzione di IL6 e TFN alfa,  aumento dell’insulina resistenza, maggior stress ossidativo, disfunzione dell’endotelio  vascolare e inizio della dis-regolazione immunitaria. Il sovrappeso non è la causa unica  ma può peggiorare con una  dieta cronicamente ipercalorica, associata a sedentarietà. Devono essere aboliti bevande zuccherine, dolci, biscotti, merendine, succhi di frutta, cereali da colazione molto zuccherati. Anche il pane pasta, patate e riso e formaggi devono essere aboliti in caso di sovraccarico ponderale. Tutti gli alimenti ad alto carico glicemico devono essere aboliti. L’indice glicemico misura la velocità con cui un alimento contenente carboidrati aumenta la glicemia rispetto ad un dato riferimento.                                                                                                                                           2-migliora il microbiota intestinale il microbiota intestinale è l’insieme di microrganismi presenti nell’apparato digerente che comprende: virus, batteri, funghi altri microorganismi come archeo-batteri, famosi per la loro capacità di vivere in ambienti estremi.                                                                                                                                    3- rende stabile la barriera intestinale costituita da  muco, cellule epiteliali enterociti, giunzioni serrate tra le cellule, cellule immunitarie della mucosa con funzione di assorbimento e di filtro controllato delle sostanze. In diverse patologie infiammatorie vi può essere un’alterata permeabilità intestinale con ingresso di  “sostanze non self” (antigeni). Allo stato attuale non è dimostrato che tutte le malattie autoimmuni possono essere curate riparando l’intestino. Una dieta ricca e varia di alimenti vegetali e fibre contribuiscono  all’integrità della mucosa intestinale, l’apporto di qste sostanze deve essere oculato in pazienti anziani con sub-occlusioni intestinali, m. di Crohn attiva, diarrea.                                                                                   4- i grassi saturi quali burro, panna, formaggi, carni grasse, salumi devono essere eliminati in quei pazienti che hanno un profilo lipidico alterato.                                                  5- gli omega 3 sono consigliati, si trovano soprattutto nelle sardine, sgombro, alici, salmone, aringa, trota. Nell’A.R. possono portare beneficio sul dolore articolare e sulla rigidità ma non possono sostituire  le terapie farmacologiche.                                      6- le proteine sono indispensabili per il mantenimento della massa muscolare, nella produzione di enzimi, di ormoni per la riparazione dei tessuti. Fonti proteiche raccomandabili si trovano nel pesce, legumi, uova, carne bianca, yogurt, frutta secca. Per chi non è intollerante al lattosio-caseina  si trovano nel latte e nei formaggi. Le carni rosse possono essere assunte con parsimonia, devono essere eliminati i salumi , würstel, carni conservate, prodotti affumicati e porzioni eccessive di carne grasse.

Glutine – la Celiachia è un esempio in cui un componente alimentare (glutine) ha un ruolo causale e preciso in una malattia autoimmunitaria. Il glutine infatti innesca una risposta immunitaria che altera l’intestino tenue (la barriera intestinale). Il glutine lo troviamo nel frumento, orzo, segale e derivati. Nei pazienti affetti da Celiachia la dieta deve essere priva di glutine e deve essere mantenuta per tutta la vita. Attenzione alle contaminazioni dei prodotti, leggere sempre le etichette, monitoraggio del Fe, folati, Vit B12 e Vit.D. Controllo MOC in relazione all’età. La dieta senza glutine non deve essere iniziata prima degli  esami diagnostici, perché può ridurre gli anticorpi e migliorare le lesioni intestinali, rendendo gli esami falsamente negativi.  Alcune malattie autoimmuni si associano con frequenza alla celiachia.  Qsto può giustificare uno screening  quando sono presenti sintomi come : anemia, diarrea cronica, gonfiore persistente, familiarità, osteopenia, difficoltà nell’assorbimento della levotiroxina.  I latticini non sono sempre pro-infiammatori : bisogna distinguere 1allergia alle proteine del latte (reazione immunologica), 2-intolleranza al lattosio dovuto alla mancanza dell’enzima lattasi che provoca gonfiore intestinale, meteorismo, crampi, diarrea e qsta non è una malattia autoimmunitaria. In caso di intolleranza al lattosio possono essere utilizzati latte senza lattosio, yogurt, alcuni formaggi stagionati.   Sale e Sodio è importante ridurre l’apporto in presenza di ipertensione, edema, terapia cortisonica, malattia renale, nefrite e scompenso cardiaco.  Le principali  fonti di sodio sono : salumi, formaggi salati, dadi, salse, snack, conserve e cibi da fast food e soprattutto il sale da cucina.                                                                                            Vit.D svolge un ruolo importante nel metabolismo del calcio-fosforo. Livelli bassi sono presenti in molte malattie autoimmuni. La carenza può essere favorita da: ridotta esposizione solare, obesità, malassorbimento, ridotta attività fisica, malattie renali, terapia cortisonica prolungata, età avanzata. La supplementazione è indicata in presenza di carenza documentata, osteopenia ed osteoporosi, terapia cortisonica prolungata, malassorbimento. Le megadosi  non costituiscono una terapia standard nelle patologie autoimmunitarie.                                                                                                    Calcio e osso le malattie autoimmuni possono aumentare il rischio osseo attraverso una infiammazione cronica (acidosi tessutale), ridotta attività fisica, mal assorbimento, deficit vit.D, terapia cortisonica prolungata. Le fonti di calcio comprendono : latte, yogurt, formaggi, pesce.                                                                                                                                                        Ferro e anemia nelle malattie autoimmunitarie l’anemia può avere cause diverse : carenza di ferro, emolisi autoimmunitaria, perdite gastrointestinali, mestruazioni abbondanti, mal assorbimento, insufficienza renale, carenza di Vit. B12. Gli esami richiesti sono : emocromo, ferritina, sideremia, PCR, reticolociti.  Il ferro non può essere assunto automaticamente senza aver chiarito prima ii tipo di anemia.                                                                                                         Vit.B12 qsta vitamina è necessaria per la sintesi del DNA, produzione di GR e funzioni neurologiche. Il deficit può comparire nella gastrite autoimmune, anemia perniciosa, celiachia, M. di Crohn ileale, resezioni intestinali, diete vegane non integrate, mal assorbimento.  Nell’anemia perniciosa possono esserci autoanticorpi diretti contro le cellule parietali gastriche e al fattore intrinseco. La carenza può provocare anemia macrocitica, stanchezza, parestesie, disturbi dell’equilibrio, deficit cognitivi, neuropatie anche irreversibili.                                                                                          Metotrexato e folati  il Metotrexato è utilizzato in diverse M. autoimmunitarie e interferisce  con il metabolismo dei folati (i folati sono la forma naturale della Vit B9, servono a formare il DNA e i GR. Per migliorare gli effetti negativi si prescrive ac. folico che può contribuire a ridurre la nausea e la stomatite. Iodio e Selenio- nelle patologie tiroidee  lo iodio è indispensabile per la sintesi degli ormoni tiroidei, un eccesso può aggravare alcuni processi autoimmuni, bisogna evitare integratori contenenti quantità eccessive di iodio. Il Selenio partecipa alla funzione del metabolismo degli ormoni tiroidei. Alcuni studi hanno evidenziato una riduzione degli anticorpi tiroidei con la supplementazione. Una diminuzione del titolo anticorpale non equivale a guarigione, a recupero della funzione tiroidea e a sospensione della levotiroxina. L’eccesso di selenio può dare nausea, diarrea, fragilità di capelli e unghie.                                                                                                                             Alimentazione e corticosteroidi : i corticosteroidi possono causare aumento dell’appetito, aumento di peso, iperglicemia, insulina resistenza, ritenzione di sodio, edema, ipertensione, riduzione della massa muscolare, osteopenia, osteoporosi, aumento del rischio infettivo. L’alimentazione deve limitare l’apporto di carboidrati, eliminare gli zuccheri, utilizzo di molta verdura, calcio e Vit.D.                                                                                                             Interazione tra Alimenti e Farmaci – levotiroxina :l’assorbimento può essere ridotto dal caffè, ferro, calcio e antiacidi. Metrotexato : l’alcol può aumentare il rischio di tossicità epatica. Warfarin non bisogna abbondare  con verdure ricche di Vit.K.                   Ciclosporine : pompelmo e arance amare possono interferire con enzimi e trasportatori di diversi farmaci. Immunosoppressori : i paz. sottoposti a trattamento con farmaci immuno soppressori possono presentare un rischio maggiore di infezioni alimentari. E’ consigliabile cuocere completamente carne, pesce e uova, evitare latte non pastorizzato, lavare bene frutta e verdura. Probiotici : sono microorganismi vivi che possono essere utili se somministrati in quantità adeguate in relazione alla condizione clinica. Non esiste un probiotico efficace contro tutte le patologie. I Prebiotici son substrati di microorganismi intestinali e potenzialmente efficaci. Possono determinare gonfiore, meteorismo con dolore addominale e diarrea soprattutto  se introdotti rapidamente e in presenza di disturbi addominali.                                                                                                                          Diete di eliminazione consiste nell’esclusione temporanea di uno o più alimenti per valutare se contribuiscono a sintomi specifici. E’ utile qsta dieta se c’è un sospetto clinico concreto, un sintomo che si sviluppa con un alimento specifico per poterlo escluderlo dalla dieta.                                                                                                                           La Dieta Protocollo Autoimmune (A.I.P.) deriva dalla Dieta Paleo  e prende l’esclusione iniziale di numerosi alimenti quali : cereali, legumi, latticini, uova, frutta secca caffè, cacao, alcol. Le evidenze scientifiche sono ancora insufficienti. Il successo di qsta dieta dipende dalla riduzione di alimenti ultraprocessati, alcol, sovraccarico calorico, zuccheri e da alimenti mal tollerati individualmente.  Digiuno intermittente modifica l’insulina, il glucagone, corpi chetonici e il metabolismo energetico. Qsta dieta allo stato attuale non dimostra che possa “resettare” il sistema immunitario. Non è adatta in caso di Diabete 1, terapia insulinica, ipoglicemia, gravidanza, allattamento, malattie intestinali attive, farmaci da assumere con il cibo.                                                                                                                                                           Dieta Chetogenica riduce fortemente i carboidrati e induce la formazione di corpi chetonici. Può provocare stipsi, riduzione di fibre, nausea, calcoli renali, perdita di massa muscolare. Nel diabete 1 può essere rischiosa e non elimina la necessità di insulina.                                                                                                                                                   Alimentazione nelle principali malattie autoimmuni.  L’Artrite reumatoide è una m.sistemica autoimmune che colpisce prevalentemente la membrana sinoviale delle articolazioni con una sintomatologia di dolore articolare, rigidità mattutina, erosioni articolari, disabilità, manifestazioni extra articolari. Gli obiettivi della dieta sono : diminuire di peso, conservare la massa muscolare, prevenire, l’osteoporosi, gestire gli effetti del cortisone, limitare alimenti ultraprocessati. Qualsiasi dieta non sostituisce i farmaci antireumatici.                                 LES m.autoimmune che può interessare cute, articolazioni, reni, sistema nervoso, sangue, vasi, cuore  polmoni. Le priorità nutrizionali dipendono dagli organi interessati con prevenzione cardio-vascolare, controllo della pressione, gestione degli effetti del cortisone, prevenzione della osteoporosi, controllo Vit.D. In caso i nefrite lupica la dieta deve essere personalizzata.                                                                                        Sclerosi Multipla  m.autoimmunitaria del Sistema Nervoso  caratterizzata da demieliniz- zazione e danno del nervo assonale. L’alimentazione corretta può mantenere un peso adeguato, protegge il sistema cardio-vascolare, contrasta la perdita muscolare.                                                                                                                    Tiroidite di Hashimoto  la dieta “personalizzata morfologica” della persona è utile per abbassare gli anticorpi. Importante il controllo del peso, profilo lipidico, valutazione della Celiachia e dieta appropriata.  Celiachia la dieta priva di glutine è il trattamento essenziale e deve essere rigorosa e permanente. Attenzione alle contaminazioni, guardare l’etichettatura, qualità dei prodotti Glutine free, apporto di Fe, Vit.B12, Vit.D. I prodotti confezionati senza glutine possono contenere, molti zuccheri, grazi e amidi raffinati.                                                                                                                                                     Malattie infiammatorie croniche  (Crohn e rettolite ulcerosa) la dieta deve cambiare secondo la fase attiva o di remissione. Durante la riacutizzazione bisogna ridurre le fibre insolubili, sbucciare, frutta e verdura, frullare gli alimenti, evitare semi e frutta secca, distribuire l’alimentazione in piccoli pasti .                                                                                                   Diabete tipo 1  la distruzione autoimmune delle cellule beta pancreatiche causa mancanza di insulina. Nella dieta è fondamentale coordinare la quantità di insulina e il rapporto insulina-carboidrati e glicemia. Utile attività fisica. Attenzione a rischio di ipoglicemia.                                     Psoriasi  e artrite psoriasica m.autoimmune spesso associata ad obesità, dolori articolari, diabete, rischio cardio-vascolare. La dieta deve imporre un calo ponderale a salvaguardia delle articolazioni.                                                                                                                                                   S. Sjogren la secchezza orale può disturbare la masticazione, la deglutizione e l’assunzione di alimenti asciutti. Utile bere frequentemente, utilizzare alimenti morbidi, curare l’igiene orale, eliminare bevande zuccherine. La riduzione della saliva aumenta il rischio di carie e infezioni del cavo orale.                                                                                                                                                   Sclerosi sistemica in qsta m.autoimmunitaria del tessuto connettivo, caratterizzata da alterazione dei vasi sanguigni, eccessiva produzione di collagene che porta alla fibrosi (indurimento) della cute e degli organi interni. Sintomi principali: fenomeno di Raynaud, pelle dura e tesa, può comparire reflusso gastro-esofageo, disfagia, gastro-paresi, ridotta motilità intestinale, mal-assorbimento, tosse secca, dispnea da sforzo, dolore cronico articolare e muscolare, calo ponderale. L’alimentazione deve essere gestita a piccoli pasti e frequenti, limitare i pasti abbondanti, evitare di coricarsi dopo aver mangiato.                                                                                                    Gastrite autoimmune e anemia perniciosa la distruzione autoimmunitaria delle cellule parietali dello stomaco può ridurre l’acido cloridrico e il Fattore Intrinseco. Può derivare una carenza di Vit.B12, carenza di ferro, anemia e disturbi neurologici.

Conclusioni l’alimentazione nelle patologie autoimmuni deve avere degli obiettivi concreti.     1- mantenere un peso adeguato, 2- ridurre il rischio cardio vascolare, 3- proteggere la massa muscolare e la salute ossea, 4- esercizio fisico adeguato alla persona, 5- nursing posturale corretto nelle attività della vita quotidiana, 6- eliminare cibi ultra-processati ottenuti da ingredienti raffinati e combinati con additivi chimici, coloranti modificati dal loro stato naturale tramite cotture, fermentazioni con aggiunta di sale, olio e zuccheri e additivi chimici industriali.  L’alimentazione può migliorare la qualità di vita della persona, riducendo i sintomi e la co-morbilità ma non guarisce l’autoimmunità e non sostituisce le terapie mediche specifiche. Inoltre esiste una correlazione tra carboidrati raffinati e dolori articolari : dolci, bevande zuccherine, biscotti, alimenti ultra-processati possono favorire un ambiente metabolico pro-infiammatorio, soprattutto se consumati frequentemente e contribuire ad una maggior percezione di dolore o rigidità articolare. Nella Gotta un elevato consumo di bevande ricche di fruttosio aggiunto, può aumentare l’acido urico e favorire gli attacchi articolari.   Alimenti frequenti  ad alto carico glicemico determinano dei picchi glicemici  con aumento progressivo dello stato infiammatorio (acidosi tessutale)  e dolori articolari soprattutto in persone predisposte.

Cassi Dr. Mario

Bibliografia :World Health Organization 2026 Health Diet ; Pardali EC autoimmune protocol diet;  Rapporto tra microbiota intestinale, dieta e autoimmunità PubMed;  Gianfredi V et al ruolo della dieta mediterranea nelle patologie autoimmuni ; RuggeriRMetal.Nutrition and Autoimmune Diseases 2025.