I rami spinali dei nervi dorsali avvolgono lateralmente le piccole articolazioni vertebrali e vanno ad innervare i muscoli , i tendini e le fascie del tronco para-vertebrale.
Il nervo spinale(4) si suddivide in un ramo spinale anteriore(5) con componente sensitiva e motoria e un ramo spinale posteriore(6) anch’esso sensitivo e motorio. Le patologie a carico delle articolazioni vertebrali, le sollecitazioni meccaniche (D.I.M.) da posizioni o da sollecitazione nei punti di attraversamento delle fascie e dei muscoli o contratture muscolari da sovraccarico funzionale statico o dinamico possono determinare sindromi irritativi dei nervi con dolori locali o radicolari persistenti. Il trattamento del dolore con tecnica infiltrativa porta in molti casi alla guarigione. I 6 nervi intercostali caudali inviano i loro rami terminali sensitivi attraverso la fascia del m. retto addominale alla superficie cutanea della parete addominale . Nel passaggio attraverso il muscolo e la fascia può verificarsi una neuropatia meccanica dei rami terminali. Questo quadro clinico è descritto come sindrome dei m. retti addominali ed è caratterizzato da dolore acuto e urente lungo il muscolo e potrebbe essere confusa con una patologia riflessa degli organi addominali interni. Qsti dolori possono essere evocati in seguito alla tensione- contrazione dei muscoli retti addominali, alla compressione locale e alla manovra del pincè roulè. Il trattamento è quasi sempre risolutivo con infiltrazioni locali o con terapia fisica locale (correnti analgesiche / laser). Tumori radicolari e compressione radicolari – I neurinomi delle radici dei nervi spinali appartengono alle più importanti neoplasie spinali extramidollari. Essi originano in genere dalla radice posteriore, crescono lentamente, assumendo spesso la forma di clessidra attraverso il forame intervertebrale.
Grossi tumori possono determinare in seguito ad una compressione, un’atrofia ossea vertebrale e possono erodere il corpo vertebrale, evidenziando una scanalatura del limite posteriore del corpo vertebrale. Difficoltà diagnostiche si presentano con tumori piccoli che causano solamente dolore radicolare. Qsti pazienti passano quasi sempre da un medico all’altro con diagnosi di nevralgia intercostale. La RMN è sempre risolutiva nella diagnosi, il trattamento è neurochirurgo. I meningiomi spinali dorsali possono causare dolori radicolari come sintomo iniziale e spesso vengono scambiati come dolori viscerali
In qsti pazienti, l’anamnesi, la clinica e l’indagine RMN è necessaria per la diagnosi.
Le sindromi pseudo-radicolari in sede dorsale sono causate da una disfunzione delle articolazioni intervertebrali, da contratture muscolari paravertebrali e fascie; presentano una sintomatologia radicolare ben precisa e rivestono un ruolo importante nella diagnosi differenziale. Un dolore dorsale interscapolare si può presentare per una sindrome delle faccette articolari della cerniera cervico-dorsale che determina una irritazione del ramo nervoso posteriore di D2. L’irritazione dolorosa si proietta verso il basso causando dolore, iperestesia della cute che sovrasta la scapola, dolore alla presso-palpazione del m. trapezio superiore, del m. sottospinoso.
Dorsalgia D2 :la clinica è rappresentata da 1-celluloalgia su cute sovrastante la scapola; 2-entesopatia cuffia rotatori; 3-mialgia del m.trapezio supriore e sottospinoso. Un dolore alla parete toracica può comparire in corso di sindrome delle faccette articolari del tratto dorsale intermedio tra D3 e D6 causato dall’irritazione dei rami anteriori dei n. spinali
con 1-celluloalgia ramo post.; 2-mialgia; 3- celluloalgia del ramo anteriore. Qsti nervi spinali D3 a D6 si distribuiscono a fasci orizzontali lungo la parete toracica, i rami posteriori innervano la cute della regione posteriore del tronco con dermatomero inclinato verso il basso e l’esterno. Il paziente solitamente lamenta un dolore dorsale oppure anche un dolore irradiato trasversalmente alla parete toracica sino allo sterno o all’epigastrio o al fianco.
1- celluloalgia a fascia ; 2- mialgia ; 3- mialgia dei muscoli intercostali. Il dolore può simulare un dolore pleurico, un dolore cardiaco, dolore gastrico, dolore colecistico e non raramente il paziente è sottoposto ad accertamenti inutili. Una anamnesi accurata e un esame clinico attento permette di evidenziare i segni di irritazione del ramo posteriore senza inviarlo ad altri accertamenti. L’interessamento del ramo spinale anteriore del tratto dorsale basso da D7 a D12-L1 può determinare un dolore alla parete addominale, alla regione trocanterica e alla regione inguinale.
1- celluloalgia ; 2-entesopatia trocanterica, pubica e adduttoria ; 3- mialgia dei glutei, adduttori. Qsti rami anteriori soprattutto quelli inferiori si distribuiscono in un’area molto ampia che comprende la cute che ricopre il gran trocantere, il muscolo medio gluteo, la cute dei quadranti inferiori dell’addome, la cute della regione inguinale, dello scroto e delle grandi labbra attraverso il n. ileo ipogastrico e il suo ramo genitale. La sintomatologia clinica dell’irritazione di qsti nervi varia da forme lievi, evidenziate da un’accurato esame clinico con aumento della sensibilità nel territorio radicolare (cutaneo, muscolare ed entesitico) a forme gravi caratterizzate da intenso dolore sui rispettivi dermatomeri. Nelle forme acute e iperalgiche si possono avere problemi diagnostici differenziali con alcune patologie viscerali. Solitamente il paziente giunge alla nostra osservazione dopo essere stato dall’urologo, ginecologo se donna e aver praticato indagini diagnostiche. Altre diagnosi differenziali si devono pensare nei confronti delle tendiniti degli adduttori, retti addominali e borsiti trocanteriche. L’esame clinico permette di rilevare i segni irritativi dei rami anteriori dei nn.spinali : la triade è sempre presente :1–celluloalgia al palpè roulè della cute in sede ipogastrica, fossa iliaca, inguine, regione trocanterica, faccia mediale della coscia prossimale, 2-entesopatia dolore pressorio sui tendini trocanterici, pubici e sui m. adduttori coscia, 3–mialgia dolore alla palpazione sui m. glutei e adduttori. Il ramo posteriore di D12 comprende branche assonali di D11 e L1, dirigendosi verso il basso innerva la cute che ricopre la natica supero esterna, il m. gluteo e il legamento ileo lombare. Il paziente lamenta un dolore in sede lombo glutea. L’esame clinico rivela i segni irritativi del ramo posteriore : – celluloalgia al quadrante supero esterno della natica, – entesopatia sul leg. ileo lombare, – mialgia dolore alla palpazione del m. grande gluteo. Qsta forma è abbastanza frequente ma diventa costante in pazienti con disturbi deam -bulatori con zoppia come nei paz. portatori di protesi arti inferiori o in paz. con coxartrosi
1- celluloalgia supero esterna natica ; 2- mialgia glutea ; 3-entesopatia del legamento ileo lombare. La diagnosi differenziale dei dolori della parete toracica deve essere verificata sempre con i dolori viscerali riflessi. Nelle figura 1
figura 2
sono indicatele principali aree dorsali e lombari di proiezione del dolore di origine viscerale.Nella 1 figura è rappresentato : 1 dolore renale, 2 dolore uterino, 3 dolore rettale. Nella 2 figura : 1 dolore cardiaco-mediastinico, 2 dolore pleurico- diaframmatico, 3 dolore esofageo e dolore gastrico in basso dell’area, 4 dolore epato biliare, 5 dolore pancreatico livello L2.
Terapia Le sindromi dolorose sovra descritte in alcuni casi possono guarire anche spontaneamente, in altri casi possono persistere per mesi o per anni pur con una sintomatologia fluttuante (da grave, tollerabile a latente. Nelle forme dolorose iperalgiche il trattamento che preferisco si basa su una terapia infiltrativa neuralterapica sul dermatoma irritato e una infiltrazione sull’entesi dolorosa. Associo a qste prime terapie antalgiche infiltrative ciclo di correnti analgesiche e Laser sul decorso del nervo irritato. La terapia medica con FANS è sempre utile. Importante è valutare l’attività fisica o lavorativa del paziente per proporre norme igieniche posturali al rachide in toto al fine di ridurre le recidive. I controlli, dopo la fase acuta risolta, devono essere effettuati a distanza di 30-40 gg. per valutare la sintomatologia che quasi sempre è silente sul dermatoma, sul miomero e sull’entesi inserzionale del rispettivo tendine. In caso di persistente sintomatologia dolorosa latente si potrà ricorrere al massaggio con tecnica di impastamento profondo o di massaggio trasverso profondo sull’entesi inserzionale dolorosa.
Cassi dr. Mario
Bibliografia : – Il dolore vertebrale di Vincenzo Rucco; -Medicina manuale di Robert Maigne; Lesioni dei nervi periferici di M.Mumenthaler.